Nel 1738, San Benedetto contava appena 142 abitanti. Tuttavia, dalla seconda metà del secolo, si registrò una prodigiosa crescita: molte famiglie che nei secoli precedenti avevano abbandonato la semidistrutta città fecero ritorno alla loro terra d’origine. Alla fine del 1700, il numero di abitanti superò le 400 unità, e queste tornarono a ripopolare i due storici quartieri della città: il quartiere Citatelle quartiere Pajjarejje, come venivano storicamente chiamati.

I due quartieri avevano usi e costumi ben diversi: nel primo abitavano prevalentemente pescatori, mentre nel secondo vi erano contadini e pastori. Una curiosità interessante è che gli abitanti dei due quartieri avevano addirittura forme dialettali diverse! Ad esempio, la parola “pecora” alla Citatelle era chiamata “péquere”, mentre ai Pajjarejje era “pàquere”.

San Benedetto riuscì a resistere grazie a questi due quartieri e al coraggio di una manciata di famiglie storiche residenti. Non abbandonarono le proprie case e non migrarono verso Pescina o altri territori, nonostante i “ladri di pietre” avessero depredato ciò che rimaneva di questa splendidissima civitas e nonostante le difficoltà causate dalla natura, primo fra tutti il problema persistente delle inondazioni del Lago Fucino.

Spesso i due quartieri si trovavano coinvolti in piccole “scaramucce”. Una questione importante riguardava la posizione della chiesa: dove sorgeva? Nel territorio di Citatelle o in quello di Pajjarejje? Avere la chiesa nel proprio quartiere era di grande valore, soprattutto considerando l’importanza della Chiesa alla fine del XVIII secolo. La chiesa Benedettina (fondata da Papa Bonifacio IV) occupava un’area rettangolare che oggi potremmo delimitare con le strade ben visibili nella mappa: via Capo Croce (la “doppiocurva”), via Vicoletto della Chiesa, via Fucino e via Armando Diaz. La strada “Vicoletto della Chiesa”, infatti, conduceva direttamente alla chiesa Benedettina ed era all’epoca una via molto frequentata e vivace. Effettivamente entrambi i quartieri, dunque, si affacciavano sui locali della chiesa, anche se il suo perimetro si estendeva maggiormente verso il quartiere Citatelle.

I sacerdoti dell’epoca, per evitare conflitti tra i due quartieri, presero una decisione straordinaria: spostarono i loro alloggi privati nel territorio dei Pajjarejje, pur rimanendo vicini alla chiesa. La strada che ospitava i nuovi alloggi dei sacerdoti venne così rinominata “via dei Sacerdoti” e porta tutt’ora questo nome.

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INFO

Piazza Nelio Cerasani 2 67058 San Benedetto dei Marsi AQ

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