Santa Maria Goretti è santa co-patrona di San Benedetto dei Marsi.
Maria Goretti nacque il 16 ottobre 1890 a Corinaldo, in provincia di Ancona, da Luigi Goretti e Assunta Carlini, in una famiglia di contadini. I Goretti ebbero sette figli in totale, che vissero una vita difficile, segnata da stenti e povertà. Fin da subito, i figli contribuirono ad aiutare la famiglia lavorando, rinunciando così alla scuola.

Nel 1897, attratti dalla richiesta di manodopera agricola nelle zone di Latina, decisero di trasferirsi in quelle terre che, all’epoca, erano ancora paludose e infestate dalla malaria, ma in fase di bonifica. Alcuni terreni, infatti, erano già stati bonificati e necessitavano di essere ripopolati e coltivati. I Goretti si stabilirono in particolare a Le Ferriere, una frazione di Latina situata a circa 10 km da Nettuno. Qui conobbero una famiglia, la famiglia Serenelli, composta dal padre Giovanni, un sessantenne vedovo con problemi legati all’alcool, e suo figlio Alessandro, allora diciassettenne, con i quali i Goretti allacciarono rapporti di amicizia e di lavoro.
Purtroppo, le dure condizioni di lavoro portarono Luigi Goretti a contrarre la malaria, che lo condusse alla morte nel 1900. Questo evento rese ancora più stretta la collaborazione tra le famiglie Serenelli e Goretti: i Serenelli si occupavano dei campi, mentre i Goretti gestivano la casa e i bambini. Come figlia maggiore, Maria si assunse tutte le responsabilità domestiche: era la prima ad alzarsi al mattino, dava da mangiare al bestiame e preparava i pasti per la famiglia. Durante il giorno, si occupava delle faccende domestiche, rammendava, raccoglieva l’acqua, puliva i bambini e portava il cibo agli uomini nei campi.
Essendo analfabeta come il resto della sua famiglia, sua madre Assunta aveva impartito ai figli un’educazione religiosa piuttosto rudimentale e sessuofoba: ad esempio, Maria aveva l’ordine di non guardare i fratelli senza vestiti, poiché la madre riteneva che fosse peccato. Forse è proprio per questo motivo che Maria non raccontò mai ai genitori di essere vittima di violenza sessuale da parte di Alessandro Serenelli: il ragazzo aveva tentato più volte di approfittare di lei. Il 5 luglio 1902, Alessandro tentò di nuovo di abusare della bambina, attirandola in casa con la scusa di farsi rammendare dei vestiti. Di fronte ai tentativi di difendersi, Alessandro la ferì gravemente con un punteruolo, colpendola per ben 14 volte al ventre e alla schiena, mentre Maria tentava di scappare.
La bambina fu portata in ospedale su un carro che impiegò 4 ore e mezzo per percorrere la distanza tra la casa di Maria e l’ospedale. Anche in ospedale si incontrarono delle difficoltà: Maria era ancora viva e cosciente ma aveva perso troppo sangue e non poterono anestetizzarla, perciò fu operata d’urgenza senza anestesia a polmoni, diaframma e intestino in condizioni igieniche precarie che causarono ulteriori infezioni. Maria Goretti morì il giorno dopo per setticemia conseguente all’intervento chirurgico.
Alessandro Serenelli fu condannato a 30 anni di prigione. Durante il processo, Serenelli confessò di aver preparato l’arma e di aver deciso di usarla qualora la bambina gli avesse opposto resistenza. Confessò inoltre che la decisione di uccidere Maria era stata in parte motivata dal desiderio di fuggire dalla vita intollerabile nei campi, nella convinzione che la vita in carcere fosse preferibile.
Fin da subito la devozione per Maria Goretti si diffuse tra gli strati più umili della popolazione, ed il popolo invocava a gran voce la santificazione della bambina perché, in punto di morte, Maria aveva perdonato il suo assassino:
«Io lo perdono e lo voglio con me in paradiso, perché egli non si rendeva conto di quello che stava facendo».
Maria Goretti fu beatificata nel 1947 e santificata nel 1950. La sua santificazione portò con sé due cose straordinarie:
- Fu la prima santa ad essere proclamata tale in presenza di una madre ancora viva;
- Fu la prima santa ad avere una preghiera scritta da un Papa, Papa Giovanni Paolo II.
Bambina di Dio, tu che hai conosciuto presto la durezza e la fatica,
il dolore e le brevi gioie della vita:
tu che sei stata povera e orfana,
tu che hai amato il prossimo instancabilmente,
facendoti serva umile e premurosa,
tu che sei stata buona senza inorgoglirti ed hai amato l’Amore sopra ogni altra cosa,
tu che hai versato il tuo sangue per non tradire il Signore,
tu che hai perdonato il tuo assassino desiderando per lui il Paradiso:
intercedi e prega per noi presso il Padre, affinché́ diciamo sì̀ al disegno di Dio su di noi.
Tu che sei amica di Dio e lo vedi faccia a faccia, ottienici da Lui la grazia che ti domandiamo…
Ti ringraziamo, Marietta, dell’amore per Dio e per i fratelli che già̀ hai seminato nel nostro cuore. Amen.

