È un autentico gioiello nascosto dell’archeologia romana. Questo sito, che si trovava nella parte orientale dell’antica Marruvium, offre una finestra unica sulla vita sociale, culturale e politica di una città che un tempo fu il centro dell’identità dei Marsi, un popolo antico che giocò un ruolo significativo nella storia dell’Italia preromana e romana.

Dal punto di vista architettonico, l’anfiteatro di San Benedetto dei Marsi presenta alcune caratteristiche peculiari rispetto agli edifici per spettacoli dell’epoca, seppure di dimensioni ridotte. La fossa ellittica è orientata da nord a sud; il suo asse maggiore misura circa 92 metri, mentre quello minore è lungo circa 76 metri. Il fondo della fossa è irregolare e la sua profondità varia tra i 90 e i 150 centimetri. All’estremità sud vi è un arco a volta, ancora in equilibrio nonostante l’importante lesione. Lungo il profilo sud-occidentale, invece, vi è un altro elemento strutturale, un muro in cementizio silicico molto solido, che si inserisce nel terreno circostante e arriva fino al bordo superiore del terreno. Lo studio delle proporzioni di queste strutture e la presenza di alcuni pilastri che affiorano dal terreno hanno permesso un confronto con il più famoso Anfiteatro Flavio, ossia il Colosseo. Si può quindi stimare che l’arena misurasse circa 52 per 36 metri e che l’altezza complessiva della struttura misurasse circa 25 metri, sufficiente per tre ordini di arcate. La cavea si sviluppava su gradinate suddivise in diverse zone, destinate a spettatori di vari ceti sociali. Questo rifletteva la rigida stratificazione della società romana, dove l’anfiteatro stesso diventava una rappresentazione fisica dell’ordine sociale. Su alcune pietre ritrovate nei pressi del muro in cemento silicico sono ancora leggibili i nomi di alcune famiglie dell’epoca. La capienza è di circa 30.000 / 35.000 spettatori, numero che può sembrare eccessivo per una città piccola come Marruvium ma più plausibile se si considerano anche le città limitrofe. 

Possiamo quindi ricostruire l’aspetto dell’anfiteatro: un edificio ellittico con tre ordini di arcate e 60 archi per ciascun ordine, del tutto simile al Colosseo ma in scala ridotta.

Un aneddoto interessante riguarda la capacità degli architetti romani di adattare le strutture al contesto locale. Si dice che, durante la costruzione dell’anfiteatro di Marruvium, gli ingegneri avessero dovuto affrontare il problema del terreno morbido e umido dovuto alla vicinanza del Lago Fucino. Per ovviare a questo, avrebbero impiegato particolari tecniche di drenaggio e fondazioni rinforzate, dimostrando l’abilità dei Romani di adattare le loro tecniche costruttive a diverse condizioni ambientali.

Sebbene le fonti dirette su eventi specifici a Marruvium siano limitate, possiamo fare delle deduzioni basandoci su altri anfiteatri simili. Ad esempio, sappiamo che per gli spettacoli di lotta venivano utilizzati sia gladiatori che animali selvatici locali, addestrati a compiere gesti specifici per stupire e meravigliare il pubblico. Tra le specie rappresentative del territorio Marsicano, ideali per la lotta, c’erano l’orso e il lupo. Questi animali combatterono realmente nell’Anfiteatro di Marruvium, come dimostrato dai ritrovamenti di ossa durante gli scavi. Questo dettaglio rende l’Anfiteatro di Marruvium unico nel suo genere.

La storia moderna dell’anfiteatro di San Benedetto dei Marsi è altrettanto interessante. Dopo secoli di abbandono, le prime ricerche archeologiche iniziarono nel XIX secolo, ma furono gli scavi condotti a partire dagli anni ’70 del XX secolo a portare alla luce la maggior parte delle strutture che vediamo oggi. Il ritrovamento di un frammento di iscrizione che potrebbe aver fatto parte di una dedica, forse a una famiglia locale che contribuì alla costruzione o alla manutenzione dell’edificio. Questo ci offre un’idea di come l’anfiteatro fosse non solo un progetto pubblico, ma anche un’opera sostenuta dalle élite locali, desiderose di dimostrare la loro lealtà a Roma e di guadagnare prestigio all’interno della comunità.

Oggi, l’anfiteatro di San Benedetto dei Marsi è riconosciuto come un bene culturale di straordinaria importanza. L’anfiteatro è stato recentemente utilizzato per eventi culturali e spettacoli teatrali, trasformandosi da antico luogo di intrattenimento a moderno spazio di aggregazione. Questo riuso contemporaneo rispecchia in parte la funzione originaria dell’anfiteatro come luogo di incontro e di celebrazione comunitaria, permettendo al sito di continuare a vivere nel presente.

L’Anfiteatro di San Benedetto dei Marsi è molto più di un insieme di rovine; è un testimone silenzioso della storia di una città e di un popolo che, attraverso i secoli, ha saputo trasformarsi e adattarsi. Le sue pietre raccontano storie di spettacoli grandiosi, di identità in evoluzione e di una comunità che, attraverso il contatto con Roma, ha trovato nuovi modi di esprimere sé stessa.

 
 
 
 
INFO

Piazza Nelio Cerasani 2 67058 San Benedetto dei Marsi AQ

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