La Domus romana di San Benedetto dei Marsi è un’antica costruzione risalente alla fine del II secolo a.C. che presenta numerosi rifacimenti fino al I secolo d.C. Perciò la domus che vediamo oggi sorge su una costruzione già esistente che fu impreziosita con l’arrivo dei patrizi romani nel bacino fucense e nel municipio di Marruvium. I ritrovamenti archeologici, dai mosaici agli affreschi, offrono uno spaccato della raffinatezza e del lusso che caratterizzano le ricche residenze nella Roma antica.
Gli ambienti che attualmente vediamo sono solo una piccola parte della preziosa domus gentilizia che permane ancora oggi sotto i caseggiati moderni. Infatti, l’attuale sito archeologico indagato è di 280m2 al fronte dei probabili 500m2 che dovevano occupare l’intera abitazione.
Situata nel centro antico di Marruvium, la sua struttura riflette il lusso e l’eleganza delle abitazioni di alto rango dell’epoca, mostrando opere decorative e impiego di materiali che parlano della ricchezza e del prestigio dei suoi committenti, probabilmente facoltosi romani che presero possesso della struttura e la resero una domus romana a tutti gli effetti con le pavimentazioni a mosaico e gli affreschi tipiche dello stile dell’epoca.
- Peristilium. Appena entrati ci troviamo in un cortile centrale circondato da un portico chiamato peristilium decorato con un colonnato, preziosi mosaici e ricchi affreschi. Questo spazio all’aperto, spesso adornato con giardini e fontane, era il cuore della vita domestica, una zona dove scambiare idee e opinione a passare il tempo rilassandosi.
- Triclinium. Appena dopo, in fondo sulla destra, vediamo una parte del triclinium stanza da pranzo privata dove solevano consumare il proprio cibo i residenti della casa, con un pavimento a mosaico decorato con forme geometriche a meandro. Curiosità: il nome della sala è dato dai divanetti chiamati triclinari poiché venivano posizionati a ferro di cavallo sui tre lati della sala e il quarto spazio veniva utilizzato per lasciare il passaggio per portare le pietanze.
- Tablinum. Il tablinum, oltre a collegare l’ingresso della casa con il peristilium. serviva come stanza per accogliere gli ospiti del padrone di casa e dove di solito venivano posizionati busti e altre opere importanti che gli ospiti potevano ammirare prima di arrivare nel giardino interno.
- Tra una stanza e l’altra troviamo dei tappeti musivi che servivano da soglia d’ingresso tra le varie stanze poiché non vi erano porte a dividerle. Solitamente, tali tappeti risultano molto decorati e ben visibili, a volte con decorazioni attinenti alla famiglia o alla città: in questo caso, sulla soglia che divide l’atrio dal tablinum, possiamo ammirare la decorazione dei navalia, un esempio di tecnica di mosaico che rappresentava i cantieri navali, testimonianza che sulle sponde lacustri di Marruvium vi era un cantiere navale.

- Oecus. Rimanendo fermi e girando lo sguardo a sinistra troviamo l’oecus, sala da pranzo monumentale per consumare le pietanze nei banchetti sontuosi. Sul lato esterno sono visibili delle decorazioni in finto marmo, probabilmente aggiunte in un secondo momento e con la sola funzione decorativa.
- Atrium. Spostandosi di poco e arrivando nell’angolo destro troviamo l’atrium, che faceva da accesso alla casa, con al centro l’impluvium, una vasca quadrangolare progettata per la raccolta dell’acqua piovana che convogliava nelle cisterne sotterranee e che costituiva la riserva idrica della casa. Questo particolare mosaico è un tessellato a tessere nere con inserti bianchi. Curiosità: il materiale utilizzato per tutte le tessere nere è di origine vulcanica, un basalto, probabilmente proveniente dalla zona campana.
- Cubiucula. Girando lo sguardo subito a sinistra troviamo una delle alae, stanze che facevano da passaggio per le stanze più importanti e affianco all’angolo uno dei cubiculum, stanza da letto e di riposo per i padroni di casa che potevano dormire anche in stanze o letti separati.
- In fondo sulla destra, anche se attualmente non visibile, vi è uno stretto corridoio che collegava le stanze principali alle tabernae, stanze di servizio per la servitù e stanza per la conservazione di cibi e bevande.
La Domus romana di San Benedetto dei Marsi non è solo un esempio di abitazione aristocratica romana, ma anche una finestra sulla vita quotidiana e le abitudini sociali dell’epoca.
